
De profundis clamavi ad te, DomineRicorda la preghiera che nasce nello spazio indefinito del cuore dove anima e spirito si incontrano…Ricorda il meditare lento del respiro diaframmatico che entra in pausa col tempo..anche se l’azione è intensa, un grido nel bisogno (clamavi)…scoprirsi nulla, abisso di necessità…come la distanza tra finito ed infinito…È preghiera fisiologica del corpo…arresto del divenire per incontrare l’Eterno nei recessi dell’essere…non prega la mente non il cuore..ma tutto te stesso si lascia invadere di osmosi trasformante…